Debito pubblico Italiano: aumenta sempre di più !!!. Rischio default ?

 

A novembre, nonostante le ingenti entrate fiscali degli anticipi 2019 il debito dello Stato registra un AUMENTO e raggiunge i 2345,3 miliardi di euro contro i 2327 miliardi del mese di settembre.

Lo rende noto oggi Bankitalia. Che dire ancora ? Cosa fare concretamente ?Vediamo....

1) Non si può e NON SI DEVE gestire un Paese aumentando il debito per sostenere una spesa pubblica improduttiva e senza controllo.

2) la macchina dello stato va rivista completamente: costa troppo, non rende e produce problemi ai cittadini.

3) L’aumento del debito, in assenza di un progetto per l’Italia di medio/lungo termine, provoca una incontrollata deriva finanziaria e un futuro fosco per noi e i nostri successori.

4) il paradigma secondo il quale i consumatori ed anche distruttori di valori economici (amministrazione dello stato) devono vivere sui produttori di economia (creatori di valori economici),

DEVE ESSERE INDEROGABILMENTE INVERTITO.

Le proteste dei “gilet jaunes” (gilet gialli) a Parigi, ne sono un esempio plateale. Gli Stati che si limitano a “schiacciare” i cittadini con tasse e burocrazie varie, sono figli di una cultura amministrativa obsoleta, sicuramente inefficiente e certamente inefficace.

L’Italia ha bisogno di una cultura socioeconomica completamente diversa.

L’attuale “cultura” sta portando il paese alla rovina e al default.

 

Prof. Antonio ROMANO

15/01/2019

 

LISTE D’ATTESA: UNA STORIA MAI AFFRONTATA.

Accettare il concetto delle liste di attesa è già uno scandalo, inoltre significa accettare anche una legge già non favorevole ai cittadini : “il malato ha diritto alle prestazioni mediche entro tempi certi che sono:

30 giorni per le visite mediche specialistiche;
60 giorni per gli esami diagnostici”,
ed infine e inoltre, significa accettare anche tutte le rovinose anomalie del SSN e la  sua rovinosa ramificazione regionale, ovvero:

1) numero chiuso per la facoltà di medicina.
2) nessuna selezione del personale per profilo psicologico.
3) nessun contratto che impone un rendimento certo in termini di risultati del personale.
4) pochissima competizione tra pubblico e privato.

Come si risolve il problema ?

1) eliminazione del numero chiuso nella professione medica.
2) selezione del personale medico pubblico per profilo e talento.
3) divieto assoluto per i medici pubblici di fare qualsiasi attività privata.
4) eliminazione completa della intramoenia.
5) scelta di manager veri e non politicizzati.

 

Si raggiungerebbero tre  obbiettivi:
1) nessuna lista d’attesa.
2) almeno 100.000 medici in più rispetto agli attuali.
3) maggiori servizi, maggiore competizione, minori costi e maggiore occupazione.
Un sistema sanitario pubblico e privato in competizione e non un mummificato SSN inefficiente e costosissimo.
Sembra una rivoluzione? No, solo buon senso e scelte fuori dai voleri delle lobby e dalla cultura dell’essere pazienti e non cittadini con diritti.

 

Prof. Antonio ROMANO

 

08.12.2018


Bomba debito mondiale e debito Italiano,

quando esploderà?

Le stime del Fondo Monetario Internazionale dicono che il debito globale è di circa 145.000 miliardi di euro.Se dividiamo questa cifra per i sette miliardi di uomini che vivono sul pianeta, si ottiene un debito di 20.714 euro a testa (In Italia molto di più, 39.180 euro per persona e…. solo con il debito pubblico !!! Siamo indebitatissimi !! A questa cifra bisogna aggiungere il debito dei privati).Come è ovvio, pochi individui riuscirebbero a pagare tale somma. Infatti come è notorio ci sono almeno 3 miliardi e mezzo di individui che vivono con meno di 3 euro al giorno. Metà del nostro pianeta non potrebbe pagare l’enorme debito contratto dai governi e dai privati.Senza che ce ne accorgiamo, stiamo vivendo nella maggiore “bolla del debito” della storia umana. Il debito pubblico ed anche quello privato, continuano a crescere a un ritmo superiore alla crescita del Pil mondiale. In sintesi ci indebitiamo di più di quando produciamo e di quanto possiamo.Finora siamo andati avanti cosi, in quanto al crescere del debito è cresciuta (meno) l’economia globale, ma se dovesse esserci una inversione della crescita il sistema imploderebbe.Bill Gross, uno dei più rispettatati esperti di finanza al mondo, afferma che “il nostro sistema finanziario altamente indebitato, è come un camion carico di nitro glicerina che percorre una strada accidentata, sperando di non incontrare una buca che potrebbe far esplodere tutto“.Il binomio, debito e costo del denaro devono essere monitorati con grande attenzione per comprendere se i soggetti debitori sono in grado di pagare i loro debiti.Ora, il rapporto tra i tassi crescenti del debito e Pil con crescita inferiore, potrà generare manifestazioni tipo Lehman Brothers, ovvero fallimento di banche e brokers.Il problema si manifesta anche al contrario, infatti, se i tassi del debito sono troppo bassi con un Pil inferiore alla crescita del debito, allora il sistema finanziario imploderà in un altro modo, in quanto gli investitori, non saranno capaci di generare redditi sufficienti per offrire servizi, remunerare il capitale e pagare il circolo vizioso del crescente debito, nel quale ineluttabilmente sono coinvolti.Come uscirsene? Come evitare che la bomba del debito esploda in Italia e nel resto del mondo?Purtroppo esiste un unico modo: PRODURRE DI PIU’, EVITARE DI AUMENTARE IL DEBITO DEGLI STATI, ESSERE PIU’ VIRTUOSI E MENO SPRECONI, RIDURRE IL PESO E LA BUROCRAZIA DELLO STATO, LIBERARE LE RISORSE ECONOMICHE BLOCCATE DAGLI STATI.Per fare un esempio chiaro sul problema del debito, in Italia, bisognerebbe ridurre del 50% il lavoro pubblico. Bisognerebbe creare maggiore occupazione produttiva, liberandosi dai numeri chiusi, dai troppi vincoli, dai troppi “pseudo occupati” pagati con soldi pubblici dal rendimento scarsissimo, quindi, ovviamente senza mete e naturalmente senza risultati economici. Insomma, uno stato più snello e efficiente, più economico e meno costoso. Uno stato capace di pagare il suo debito, ma soprattutto capace di ridurlo marginalmente del 10% all’anno, in quanto chiunque, può ridurre i propri costi del 10% annualmente e quindi avere le risorse per pagare i suoi sperperi accumulati negli anni.
 
Prof. Antonio ROMANO

 

07.12.2018


Mentre lo Stato Italiano, Regioni ed Enti Pubblici sprecano e investono in spese improduttive,

FCA investe 5,2 miliardi di euro

e nessuno in Italia se ne accorge.

Il DEF, gli aggiustamenti richiesti dall’Europa, le risposte del governo italiano, tutto sembra andare in una sola direzione: aumento della spesa in cambio di consenso politico. Ma quando, il quadro economico e il debito pubblico italiano peggioreranno, anche il consenso andrà in fumo.

La direzione dello stato italiano negli ultimi anni, va sempre nel verso errato, ovvero, inesistenti investimenti sui valori tecnologici e produttivi e nessuna programmazione economica verso lo sviluppo. Di contro, abbiamo, spese irragionevoli e senza controllo fatte su indicatori non economici, con relativa esplosione del debito pubblico. Lo stato italiano sembra prigioniero di una subcultura economica e sociale, assurda e ridicola.
Grazie a Dio esistono ancora i privati che producono e esportano, grazie a Dio esiste una bellezza artistica e paesaggistica straordinaria che consente l’arrivo di milioni di turisti, ma purtroppo tutto questo VALORE viene distrutto sistematicamente da uno stato burocratico, costoso, inefficiente, inefficace e mostruosamente disorganizzato.   
Grazie a Dio una ex impresa italiana (FCA), costretta a fuggire all’estero dalle “inospitali leggi italiane” e andando controcorrente, pensa in positivo e per il suo e il nostro futuro, dichiara e progetta un’espansione straordinaria proprio in Italia.
Infatti l’amministratore delegato Mike Manley e il responsabile delle attività europee Pietro Gorlier, hanno presentato un piano industriale, su tre i punti salienti:
1) 5,2 miliardi di investimenti nel 2019-2021 negli stabilimenti italiani.
2) tredici nuovi modelli di auto prodotti negli stabilimenti italiani.
3) l’obiettivo dichiarato della piena occupazione entro la fine 2021.
Dunque, ecco una parte del piano FCA: la Fiat 500 elettrica a Mirafiori, il SUV compatto Alfa Romeo e Fiat Panda a Pomigliano, il SUV compatto Maserati a Cassino, ed inoltre, a Melfi, l’investimento più importante: oltre alla produzione della 500X, della Jeep Renegade e tra qualche mese della Jeep Compass, durante il 2020 inizierà la produzione della Jeep Renegade ibrida plug-in che aprirà l’era dei motori verdi e trasformerà FCA Melfi nella più importante fabbrica in Europa del Gruppo Fiat Chrysler.
Grazie a Dio, la FCA, non dimentica di avere ancora un residuo di DNA italiano e continua a investire in Italia su marchi riconosciuti a livello mondiale come Ferrari, Maserati, Alfa Romeo e addirittura riesce a portare in Italia la produzione di un marchio mondiale come Jeep.!!! Il tutto, naturalmente, nell’indifferenza totale dei politici, della politica e della stampa di questo paese e intanto, in tutta questa indifferenza, il PIL italiano nel terzo trimestre 2018 diminuisce dell’ 0,1% anziché, crescere. Povera Italia.
 
Prof. Antonio ROMANO

 

01.12.2018

 


Economia italiana a Novembre 2018.

 

Ci siamo, come già detto e come previsto, l’Europa boccia la manovra italiana ed anche l’OCSE riduce ancora una volta le stime sul PIL italiano ed inoltre, prevede un deciso aumento del disavanzo dei conti pubblici. Secondo l’OCSE, “la ripresa italiana ha perso la spinta”, dunque per questa ragione l’aumento del PIL per il 2018 (target) è stimato intorno all’1% “a settembre era 1,2% e a maggio 1,4%” e le previsioni 2019 sono in ulteriore diminuzione a +0,9% ed anche per il 2020, nella migliore delle ipotesi.

 

Anche secondo il costituendo e indipendente Istituto di ricerche economiche JOBS, se vengono realizzati i must della manovra italiana (reddito di cittadinanza, Flat Tax, Quota 100) senza un contenimento della spesa corrente del 3,5%, il deficit dei conti pubblici si prevede al 2,4% del PIL nel 2019 e al 3% nel 2020. Mentre il debito pubblico, senza un contenimento medio della spesa corrente del 3,5%, si dovrebbe attestare intorno al 133% quest’anno, mentre sarà del 134% nel 2019 e 136% nel 2020. In queste condizioni e con l’attuale gettito, la crescita del PIL in termini reali nel 2018 non dovrebbe superare l’1% e mediamente non di più dell’ 0,8% nel 2019-2020 !!!

 

IN SINTESI LA CRESCITA PIÙ BASSA D’EUROPA E IL DEBITO PIÙ ALTO D’EUROPA.

 

Anche l’ISTAT vede al ribasso le previsioni per il PIL nel 2018 e si aspetta una crescita ottimistica del prodotto interno lordo dell’1,1% per quest’anno, “in rallentamento” rispetto al 2017 quando il PIL era aumentato dell’1,6%.

Riteniamo che occorre modificare urgentemente e radicalmente le politiche economiche e agire contemporaneamente sulla “struttura e cultura dello stato” in termini non solo di efficienza ma soprattutto di efficacia.

Passare dalla cultura consuntiva a quella preventiva del bilancio e della amministrazione dello Stato Italiano è l’unica soluzione per mettersi al passo degli altri Paesi.

 

Prof. Dr. Antonio ROMANO

 

22.11.2018

 


Termometro in salita sul Debito pubblico Italiano. 

 

A settembre, nonostante non sono ancora partite le “costose iniziative governative” il debito dello Stato registra un aumento e raggiunge i 2331 miliardi di euro contro i 2327 del mese precedente. Tanto si desume dal Bollettino Statistico di Bankitalia , secondo cui, in un solo mese, l’aumento è stato pari a 4,7 miliardi di euro. Che dire ?
Non si può e NON SI DEVE gestire un Paese aumentando costantemente il debito per sostenere una spesa pubblica improduttiva e senza controllo. L’aumento del debito, in assenza di una regola programmatoria (e il DEF non lo è da anni), provoca una pericolosa e incontrollata deriva finanziaria.

 

Prof. Antonio ROMANO

 

19.11.2018


Debito Pubblico Italiano: mia critica parziale

sulla proposta fatta dall’economista della

Bundesbank Karsten Wendorff

alla Frankfurter Allgemeine Zeitung. 

Articolo di Antonio ROMANO

 

In un mio articolo del 2011, riassumevo l’ammontare del debito pubblico italiano del 2010 in 1.843 miliardi di euro su un PIL di 1.548 miliardi, ovvero un debito che era il 119% del PIL, (al 31/12/2017 debito = 2.263 miliardi di euro, su un PIL di 1.724 miliardi che equivale al 131 % del PIL) e suggerivo una proposta al governo italiano di negoziazione del debito pubblico sul mercato interno con un tipo di Bond che io chiamavo di Rispetto del Risparmio Privato (BRRP) al fine del contenimento dello spread e del ritorno sul mercato interno degli interessi sui BRRP. Suggerivo inoltre la coeva riduzione della spesa pubblica complessiva e la qualificazione degli investimenti pubblici. 

 

Tale Bond che io ho proposto aveva delle caratteristiche specifiche: 

1)era su base volontaria.

2)si riferiva ai soli cittadini italiani. 

3)garantiva il capitale e un interesse minimo legato al l’inflazione annuale ed al costo del danaro. 

4)aveva una durata di un anno con montante finale.

 

Ieri, improvvisamente, sono stati pubblicati i suggerimenti sul debito pubblico italiano da parte dell’economista della Bundesbank,  Karsten Wendorff, rilasciati alla Frankfurter Allgemeine Zeitung. 

L’economista tedesco afferma che anziché chiedere aiuto ai partner europei, il governo italiano dovrebbe attingere all’ ampio risparmio privato dei suoi cittadini (4.169 miliardi di euro, uno dei più alti d’Europa) costringendoli ad investire in titoli di Stato una fetta consistente del loro patrimonio. Questa é la provocatoria ricetta proposta da Karsten Wendorff. 

Il fondo, sarebbe finanziato da “bond nazionali di solidarietà” che gli italiani sarebbero obbligati a comprare per un ammontare pari al 20% della loro ricchezza netta. A questo ritmo, secondo Wendorff, “quasi la metà del debito pubblico (in realtà solo il 33%) potrebbe essere convertito in bond di solidarietà ”. 

E infine aggiunge “i titoli di Stato di solidarietà nazionale pagherebbero comunque un rendimento e non si tratterebbe di un prelievo forzoso ma un investimento forzoso”.

Analizzando questa proposta, mi pare che la mia proposta,  era antesignana e purtroppo apprezzata all’ estero più che in Italia. Oggi scimmiottando la mia proposta di 7 anni fa, alcuni economisti ritornano sull’ argomento con proposte similari e decisamente più aggressive, meno democratiche e dal sapore vagamente impositivo.

 

Prof. Antonio ROMANO

 

28.10.2018


QUANDO SI CONFONDONO LE POLITICHE SOCIOECONOMICHE CON L’ECONOMIA. 

 

 

Per la prima volta, nella storia dell'Europa comunitaria, la manovra del Governo Italiano viene bocciata e viene bocciata su cosa fondamentalmente ? 

Sul deficit di bilancio che si accumula al debito pubblico italiano. 

La Commissione, se il DEF non viene cambiato,  potrebbe aprire una procedura di infrazione per deficit eccessivo. 

La preoccupazione di Bruxelles è sul deficit annuo,  dichiarato transitorio dal DEF e assorbibile in uno o due anni da un aumento ottimistico e presunto del PIL. 

L’economia per crescere almeno nella media europea, deve essere organizzata su basi economiche e non su basi politiche. 

Le politiche economiche italiane non rispondono a concetti basici dell’economia e quindi alla creazioni di valori economici, invece, esse, rispondono a concetti di di offerta di un benessere, indotto creato dal debito pubblico. 

Oggi, nel mondo che conta, l’economia è nelle mani di specialisti che progettano il futuro. 

In Italia l’economia è lasciate alle “politiche economiche ruspanti” che progettano un crescendo rossiniano del debito, quindi un falso, effimero  e momentaneo benessere.  In sintesi, la decadenza dell’economia in cambio di potere politico. 

Purtroppo concetti di Value economy, in questo paese sono fuori dalla nostra cultura economica. A questa conoscenza andrebbe sommata una gestione restrittiva e continua della spesa pubblica che dovrebbe, tra l’altro, essere la parte più semplice di una police economica governativa.  Solo così facendo, potremmo, poi, passare gradualmente ad una “detassazione di sviluppo” dei soli valori produttivi. 

Purtroppo non è mai stato così in questo paese. L’Italia rimane imprigionata da vetuste e inadeguate politiche socioeconomiche che sono il risultato di una scarsa cultura della scienza economica. 

“Chi non progetta il futuro, può solo sperare nella sorte”. 

 

Prof Dr. Antonio ROMANO

 

24/10/2018

 


Debito pubblico Italiano aumenta ancora.

 

Nel mese di luglio il debito dello Stato e della P.A., ha toccato  il record di 2341,7 miliardi con un aumento di 18,5 miliardi di euro su base mensile.

La Banca d’Italia comunica con ingiustificato ritardo questi dati. 

La maggiore spesa dello stato è riferita solo a spese correnti. Nessuna spesa per infrastrutture o ricerca scientifica ha contribuito all’aumento, essendo queste ultime diminuite su base mensile. !!!

Il fabbisogno del Tesoro è passato in un solo mese da (31,6 miliardi a 80 miliardi). 

Eppure nel mese di luglio le entrate fiscali dello  Stato sono state in aumento del 4,8% rispetto a luglio del 2017 per un totale di 49,5 miliardi di euro.

Ancora una volta i governi non riescono a bloccare lo sperpero di danaro pubblico per alimentare la smisurata burocrazia della Pubblica Amministrazione Italiana. 

Una altissima tassazione demotivante che serve per pagare una enorme massa di funzionari pubblici che costituiscono a creare una pubblica amministrazione elefantiaca, improduttiva e inefficace e quindi di conseguenza antieconômica. All’estero, si chiederebbero perché continuare a sostenerla !!

Occorre dare una gestione più economica e meno politica al paese. In pratica uno stato più snello, più efficace, più produttivo. Dovremmo agire e farlo subito, se non vogliamo “annegare” nei debiti, oppure continuiamo a far finta di mantenere una parvenza di qualità della vita, aumentando così i nostri debiti. 

Il “sistema Italia” ha il suo tallone d’Achille proprio nello stato, nella sua organizzazione e nella sua pseudo cultura economica. Bisogna investire in particolare sui mezzi economici  (infrastrutture e tecnologie) e non solo e sempre sulle persone. 

 

Prof. Dr. Antonio ROMANO 

 

14.09.2018


Debito Pubblico italiano:

dato di Aprile della Banca d' Italia

 

Il dato di Aprile della Banca d’Italia, porta Il debito pubblico italiano al 132% del Pil, in aumento rispetto a marzo 2018. Il tutto è dovuto al fabbisogno delle pubbliche amministrazioni che è ancora aumentato rispetto al mese di marzo di ben 9 miliardi e 300 milioni, portando così il debito italiano totale a 2.311,7 miliardi di euro, appunto il 132% del PIL.  Occorre mettere in campo urgentemente nuove strategie socioeconomiche,  per invertire il trend del debito. Per il “sistema Italia” occorre trasformare l’essenza della spesa pubblica e il costo stesso della pubblica amministrazione in investimenti che creano valori economici.  

Quindi, Investimenti Pubblici su valori economici e non più sulle persone e quindi sui consumi personali. 

Questa scelta economica dovrebbe partire immediatamente poiché il 31/12/2018 avremo la fine del piano di acquisto dei titoli finanziari dalla BCE, comunicata ieri da Mario Draghi.

La fine del Quantitative easing costerà all’Italia 800 milioni di interessi in più da pagare entro quest’anno, mentre le stime nel 2019 si aggirano sui 3,8 miliardi di euro, con spread su Bund, inferiore a 200 e a valore di PIL costante. 

La soluzione ? Strategie socioeconomiche nuove come detto.

 

Prof. Antonio ROMANO

 

San Paolo - 15/06/2018


Forte aumento del debito pubblico Italiano.

 

Il debito pubblico italiano segna a marzo 2018 un nuovo record di 2.302 miliardi di euro.

Bankitalia comunica che l' aumento è dovuto all' aumentato fabbisogno dell' Amministrazione Pubblica Italiana di ben 20,1 miliardi di euro rispetto a febbraio 2018.

Quindi nessun contenimento della spesa corrente. E' singolare che cresce il debito con le partite correnti mentre si riduce ancora la spesa pubblica degli investimenti. 

Esattamente il contrario di cui abbiamo bisogno.

 

DR. ANTONIO ROMANO - 16 maggio 2018.

 

 


Comunicato Stampa 

 

Lezioni di economia nella scuola, discussioni e conversazioni di economia in tutte le scuole di ogni ordine e grado. Tutto può essere insegnato a tutti, al di là delle fasce evolutive. E dunque portare tra i bambini, i ragazzi e i giovani argomenti che attengono al denaro - e al lavoro che produce denaro – è operazione necessaria quanto urgente poiché pensiamo che il denaro abbia un valore e procurarselo impegna ogni persona a disciplinare la propria condotta di vita.

Ci ha pensato il prof. Antonio Romano, lucano, docente nelle discipline socio-economiche, che in un minibook, tradotto anche con testo a fronte in lingua inglese dalla prof.ssa Susanna Dubosas dell’Università di Basilicata, anche sapientemente illustrato, accompagna il lettore verso la padronanza di una disciplina, l’economia. 

“Il Minibook di Oro – scrive l’autore – è uno strumento didattico scritto per migliorare il controllo del vostro denaro e quindi della vostra economia”. E la prof.ssa Nina Chiari, bioeticista, nella sua introduzione, avverte che “la conoscenza economica è anche strumento di libertà”. 

Il minibook – collaborazione editoriale Centro Studi Leone XIII, pag. 55, stampa Digital Point, Rionero in Vulture, Gennaio 2018 – verrà presentato in anteprima a Melfi presso l’Istituto Commerciale Gasparrini e presso l’Istituto Alberghiero venerdì 23 febbraio 2018, per iniziativa del Dirigente scolastico, prof. Michele Masciale. “Per i nostri alunni - afferma il Dirigente - sempre entusiasti ed aperti ad approfondimenti alternativi al normale percorso curriculare, sarà l’occasione di poter trattare il tema dell’economia, materia caratterizzante il loro percorso di studi, da un’angolazione diversa, quella della gestione del denaro, con occhio sempre attento al loro futuro universitario e professionale”.

Venerdì 23 febbraio, ore 10,30 a Melfi presso l’Istituto Alberghiero il Minibook verrà presentato agli Organi di stampa. 

Il Minibook di Oro non è in vendita, ne sono state stampate circa 600 copie che verranno donate a gruppi di studenti.  

 

Pasquale Tucciariello - 18/02/2018

 


Noi e la nostra disposizione al cambiamento

 

Quando parliamo di mentalità o forma mentis nostra o di un popolo o di uno stato, non possiamo non considerare la società e la cultura che circonda noi, un popolo o uno stato. 
Ma la mentalità dei singoli può essere determinante per i cambiamenti personali e sociali?
Quello che siamo e quello che facciamo non è solo il risultato delle nostre capacità innate, ma in particolare, il risultato della maniera in cui ci avviciniamo ai nostri sogni, ai nostri obiettivi e alle nostre mete.
Il nostro talento, la nostra intelligenza, le nostre peculiarità e qualità, le nostre debolezze, i nostri interessi e la stessa mentalità con cui osserviamo noi e gli altri, non sono da considerare come punti ereditari immutabili, ma possono essere modificati da noi con dedizione e consapevolezza nel tempo dell’utilità della nostra vita.
I nostri risultati, il modo in cui affrontiamo le difficoltà e il modo per costruire al meglio il nostro sviluppo, sono il risultato di un impegno cercato e voluto.
Ma come fare?
Dobbiamo evidentemente modificare la nostra mentalità (forma mentis) da statica a dinamica.
Dobbiamo sapere che le qualità migliori si possono conquistare e sviluppare quasi per tutta la nostra vita ed in particolare fino alla fine dell’età dell’utilità, fino a raggiungere traguardi sorprendenti per noi e per gli altri.
Possiamo dimostrare con casi reali, come la MENTALITÀ STATICA influenzi tutto il nostro processo socio-interpretativo esistenziale, mettendoci in una posizione giudicante e ripetitiva, senza scampo del tipo “io sono così e questo è il mio carattere, queste sono le mie potenzialità e non posso migliorare”.
Mentre al contrario passando a una MENTALITÀ DINAMICA ci portiamo in sintonia e in armonia verso azioni costruttive, in continuo apprendimento e in continua evoluzione. 
Queste dinamiche in tutti gli ambiti della nostra vita (nella società, nel mondo lavorativo, nelle relazioni personali, nelle relazioni parenterali ed educative) ci mostrano con esempi e auto apprendimento come agire su noi stessi, come riconoscere la nostra staticità in relazione a una mentalità dinamica e quindi, come trasformarci.
Se noi cambiamo, creeremo un valore aggregato alla nostra vita, genereremo impatti positivi e contribuiremo a cambiare in meglio il “nostro intorno sociale”.

 

Prof. Dr. Antonio ROMANO

 


Commento alle regole intramontabili

del world marketing.

 

Prof. Antonio Romano

Prof. Antonio ROMANO – Milano - Ottobre 2000 – Università Bocconi

 

Nel 1994 due economisti americani, Jack Trout e Al Ries, enuclearono nel loro libro “Le 22 leggi immutabili del marketing“, che qui io commento:

 

01 - La regola della Leadership - Quello che conta è creare un settore nel quale puoi essere tra i primi. Perché è meglio essere il primo nella leadership che il migliore. E’ più facile entrare nella testa della gente come leader e quindi per primo, che, cercare di convincere il mercato che il vostro prodotto sia migliore di quello che già usano. La regola della leadership crea dei fans, degli epigoni, dei clienti fedeli e continui.

 


02 – La regola della Categoria - Se non puoi essere primo in una produzione, inventatene una nella quale puoi esserlo. Nel marketing, quando siete il primo in una linea di prodotti promuovete l'intero settore. In concreto avete pochi rivali.


03 – La regola della Mente - E’ meglio essere il primo nel cervello del cliente che sul mercato. Essere primi nella creatività, nella innovazione, significa essere primi nella mente, e questo è tutto nel marketing. Essere primo sul mercato è importante solo in quanto permette di esserlo, ma non sappiamo per quanto.


04 – La regola della Percezione - Il marketing non è una guerra di prodotti: è una battaglia di percezioni e di sensazioni ed è anche lo studio di questi aspetti. Non esistono prodotti unici, ma soltanto il cervello dei clienti acquisiti o potenziali, che percepisce e da valore al prodotto o servizio offerto. La percezione è relativa al cervello del cliente e del mercato.


05 – La regola della Focalizzazione - Nel marketing il concetto più potente è di essere titolari di un messaggio trasferito nella mente del potenziale cliente. Un azienda può avere un grande successo se riesce a impadronirsi di una parola nella testa di un cliente potenziale (Orologio svizzero = tecnologia svizzera). Una parola semplice ma efficace e focalizzata sul prodotto.


06 – La regola dell’ Esclusività - Due aziende non possono possedere la stesso slogan per un mercato potenziale. Quando un azienda possiede uno slogan chiave o una posizione nella mente del cliente è inutile cercare di impadronirsene. Quindi si dovrà analizzare dal punto di vista del marketing il mercato e trovare lo "slogan chiave" alternativo.


07 – La regola della Scala gerarchica - La strategia di marketing aziendale è dipendente dal grado che si occupa nella gerarchia dell'impresa. Anche nella mente dei potenziali clienti si genera una gerarchia che viene usata per fare le scelte di acquisto. Quindi le strategie di acquisto e di vendita dipendono dal gradino che si occupa (per chi vende) o che si intravede nel venditore (per chi compra) della scala gerarchica.


08 – La regola del Dualismo, chi la dura la vince: Nel lungo periodo in quasi tutti i mercati evoluti, la competizione diventa un affare per due competitori. Quando all'inizio sembrava un enorme gruppo di competitori: il tempo e il mercato seleziona sempre di più.


09 – La regola dell’ Opposto in presenza di un leader: se puntate al secondo posto in classifica, la vostra strategia è strumentalizzata dal leader. In presenza di un leader forte, il numero due ha la possibilità di capovolgere la situazione, scoprendo l’essenza del leader con il contrario esatto, tentando di non essere migliori, ma differenti. La migliore strategia di marketing per il secondo è questa.


10 – La regola della Divisione: Durante il tempo, un gruppo di prodotti si dividerà e diventerà due o più divisioni o linee di prodotti. Una linea di prodotti inizia come entità singola e con il passare del tempo la categoria si divide.


11 – La regola della Prospettiva: l' effetto del marketing si manifesta nel medio e soprattutto lungo periodo. E tale effetto di lungo periodo spesso è l’esatto contrario di quello a breve.


12 - La regola dell’ estensione di linea: Il desiderio di estendere il valore del marchio è fortissimo nei gestori del marketing aziendale. Una impresa è focalizzata su un prodotto altamente redditizio, inizia ad allargare il numero dei prodotti e comincia a perdere denaro. Ecco un tipico errore di marketing delle imprese che hanno successo.


13 – La regola del Sacrificio: Per avere un prodotto dovete rinunciare a qualcosa. L'opposto della legge precedente. Il successo comporta alcune rinunce. La linea di prodotti, il target market e il cambiamento continuo, sono tre cose alle quali si potrebbe rinunciare per avere successo.


14 – La regola degli Attributi, si potrebbe dire che a ogni azione corrisponde una reazione: Quindi per ogni caratteristica ce n’è una contraria altrettanto efficace. La parola chiave è " il contrario" e non esiste la parola "simile": (il mio prodotto è simile a quello.......).


15 – La regola della Trasparenza: Ammettendo un aspetto negativo, il cliente ve ne attribuirà uno positivo. Infatti il metodo più efficace per acquisire un cliente è quello di inizialmente ammettere un aspetto negativo, per poi trasformarlo in un vantaggio.


16 – La regola dell’ eccezionalità: Molte volte una sola mossa sarà determinante e darà risultati marcanti. La storia del marketing racconta che l’unica cosa che funziona sicuramente è l'idea geniale, audace e a volte casuale.


17 – La regola dell’ imprevedibilità: Difficile prevedere il futuro vostro e della concorrenza, quindi considerate l'imprevedibilità e imponderabilità come possibili.


18 – La regola del Successo: bisogna rimanere in sintonia. Il sogno quando diventa un successo conduce spesso all’arroganza e l’arroganza alla rovina economica.


19 – La regola del Fallimento: Gli errori sono sempre dietro l'angolo, quindi la rovina economica è da considerarsi possibile e quindi bisogna accettarla. Quello che bisogna evitare o ridurre drasticamente sono gli errori.


20 – La regola della Notizia Fantastica: A volte la situazione reale è l'opposto delle notizie giornalistiche, quindi analizzare con cura le condizioni reali del mercato e dell'azienda.


21 – La regola dell’Accelerazione - I progetti vincenti non si basano sulle mode contemporanee ma sulle tendenze di medio/lungo periodo.


22 – La regola della legge delle Risorse: Senza un investimento ben pianificato e studiato in riferimento al mercato, un progetto non potrà svilupparsi e svilupparsi secondo mete e risultati specifici.



 

Il Vulture come brand e come progetto?

Programmazione socioeconomica


Ricchezza mondiale e ricchezza italiana


Brand del Vulture


Incidente ferroviario in Puglia


Analisi socioeconomica del Credit Suisse


Eurozona: Economia ai massimi da sei anni,

Italia ultima


 

I soldi fanno o non fanno la felicità della persona

in questa epoca storica?


Debito pubblico Italiano a Marzo 2017


Depressione e ansia Socioeconomica